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Farmaci per l’epatite C, l’iniziativa della Regione Toscana per trattare altri 20.000 pazienti

La gara della Regione Toscana per acquistare i farmaci per l’epatite C direttamente dalle aziende farmaceutiche è andata deserta. Nessuna delle aziende farmaceutiche che producono i nuovi farmaci anti-HCV si è fatta avanti.

Il governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, prima delle elezioni regionali aveva dichiarato che era suo obiettivo quello di eradicare l’epatite C tra i 26.000 malati toscani.

La decisione era stata molto discussa. Le principali critiche erano venute dalla Agenzia regolatoria italiana, AIFA.

L’AIFA aveva concordato il prezzo del primo dei medicinali uscito in commercio, Sovaldi ( Sofosbuvir ), stabilendo un prezzo a scalare per 50.000 dosi.

Non si conoscono i dettagli della trattativa, ma alcuni giornali hanno riportato, tra cui La Repubblica, che si partiva poco sopra i 40.000 euro per poi scendere all’aumentare dei volumi acquistati.

La Regione Toscana oltre a utilizzare le dosi a lei destinate in base a quell’accordo, ha provato a fare una nuova gara per curare gli altri suoi 20.000 pazienti, puntando anche sul fatto che nel frattempo erano uscite in commercio nuove molecole.

La gara della Regione Toscana prevedeva un prezzo di partenza molto basso, sui 3.300 euro ( erano stati stanziati 60 milioni di euro ).

Visto l’insuccesso la Regione Toscana sta pensando a un nuovo bando, che non prevede un costo di partenza. Ogni azienda farmaceutica potrà proporre il prezzo che ritiene adeguato.

Se nessuno dovesse presentarsi anche a questa seconda selezione, il Governatore Rossi ha minacciato di compiere qualcosa di eclatante. Un’opzione ventilata è quella di presentare un esposto in procura perché si valuti se c’è stato un accordo tra le aziende farmaceutiche per non partecipare.

Sul Blog Mondo Sanità di Repubblica, Michele Bocci si è meravigliato che a criticare la decisione del Governatore della Toscana siano state, oltre ad AIFA, che è legittimata a muovere critiche per il suo ruolo istituzionale, anche alcune Associazioni dei pazienti. ( Xagena )

Fonte: La Repubblica, 2015